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Cerchiamo volontari per:
- staffette, è recuperare i cani a verona o milano e portarli fino a trento
- fare ‘casa asilo’, cioè ospitare momentaneamente un cane di taglia piccola o un cucciolo in attesa di adozione (cibo e quant’altro saranno forniti da SOSanimali).

Più siamo, più cani potranno essere salvati!!!

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aprile 2008:

Tantissime le lettere inviate ai vari giornali della regione e tutte di sdegno verso i vari rappresentanti della curia trentina.
Anche noi di SOSanimali condanniamo e critichiamo aspramente la posizione del clero trentino in questa occasione; chiare le motivazioni di Adriano Pellegrini Presidente dell’Associazione Pan EPPAA: ‘
Mi chiedo e chiedo: la benedizione di tunnel, strade, asili nido, scuole, moto, trattori, ortaggi, etc. (sovente, in epoca pre-elettorale, e quindi non a data fissa) a quale Santo e/o specifica ricorrenza è riconducibile?
Emulo di Giobbe, ho sfogliato con speculare pazienza il cosiddetto libro dei Santi, il Martyrologium Romanum e non ho trovato il Santo patrono dei trattori e di quanto in precedenza indicato. Forse, la mia curiosità, potrà essere soddisfatta dalla lettura della prossima edizione? La prenoto fin d’ora.
Leggo alla voce “benedictione” di S. Francesco D’Assisi “chi o ciò che è fonte di bene o di gioia”. Per noi, umili pecorelle, quel “ciò”, è anche, la compagnia e l’affetto che un cane od un qualsiasi altro animale quotidianamente ci regala, valori, che gli umani sempre più raramente trasmettono ai propri con specifici.’ Testo integrale su: http://www.protezioneanimali.tn.it/news_archivio.php?id=194 dove potrete trovare anche le dichiarazioni del vicepresidente Claudio d’Ingiullo.


L’ADIGE Trento
24/04/2008 La risposta degli animalisti.

 

Benedizione negata ai bastardini, due giorni dopo la diffusione della lettera del vicario di Bressan, don Lauro Tisi, che la considerava «non opportuna», e il giorno dopo le dichiarazioni del decano di Mori, don Tarcisio Guarnieri, che a proposito dell'amore per i cani ha parlato di rischio «idolatria» e di lobby «consumistiche», ieri le reazioni del variegato e ricco mondo cinofilo della Vallagarina. Da chi si occupa di cani per passione a chi lo fa per lavoro, parole che raccontano di un solo sentimento: incomprensione. Qualcuno si spinge anche più in là. Ma tutti parlano di incomprensione per questo gesto della Chiesa di Trento. Paolo Ciaghi , del circolo «La Volpe Rossa» di Loppio, ieri mascherava il suo sentimento così: «È una cosa che non ho capito e che continuo a non capire. Credo che i proprietari dei cani si aspettassero un riconoscimento dalla Chiesa. Sarebbero stati contenti. Davvero non capisco questo diniego». Claudio D'ingiullo , animalista storico roveretano, fulcro del canile della città, all'inizio si lascia andare ad una battuta: «Ma vadano loro a farsi benedire che è meglio». Poi, più seriamente: «Mi pare che la chiesa abbia perduto una buona occasione per stare fra la gente, per accompagnare i suoi fedeli. Perché è chiaro che a chiedere la benedizione della chiesa non sono i cani, che hanno bisogno di molto altro e di tutt'altro, ma i loro padroni. Non accompagnarli anche in questo mi pare sia un modo per allontanarsi dalla gente». Di segno ancora più polemico la reazione di Alvaro Fracchetti che da anni ad Avio gestisce un circolo cinofilo legato all'Anc, l'associazione nazionale dei Carabinieri, e che offre gratuitamente un servizio di addestramento aperto a tutti: «Mi sembra una cosa incomprensibile. Anzi aggiungo una cosa: mi pare una vergogna. Sì, una cosa vergognosa: come non rendersi conto che i cani costituiscono una risorsa sociale fondamentale, penso ai cani da ricerca, a quelli da valanga, ai cani poliziotto, e a tutti quei cani, anonimi, che sacrificano la loro vita per stare accanto a persone anziani, a persone malate senza chiedere niente in cambio. E penso a tutti i cani che sono vittime della crudeltà degli uomini. Ripeto, è una vergogna».

 

L’ADIGE Trento 21/04/2008 L'arcivescovo: "I cani non si battezzano"

 

MORI - Cani senza benedizione. Sono rimasti orfani della Chiesa cattolica, ieri, i cani di della Vallagarina ed i loro padroni. Si erano dati appuntamento a Mori, nel parco dell'ex macello, per la seconda edizione della «Festa del bastardino» organizzata dall'associazione «Gli amici di Tea e Schatzie». Una giornata stupenda, di sole e di colori, per oltre un centinaio di questi animali di tutte forme e di tutte le taglie e per i loro accompagnatori, adulti e bambini. Si aspettavano una giornata di festa ma anche la benedizione del decano di Mori, don Tarcisio Guarnieri. Benedizione che però non c'è stata e parroco che all'ex macello non si è fatto vedere. Motivo: ordini superiori. E che ordini. Niente di meno che un quasi divieto perentorio arrivato dall'arcivescovado e firmato di suo pugno dal Vicario generale di Bressan, don Lauro Tisi. Che con una lettera datata 16 aprile e inviata al parroco di Mori aveva fatto sapere agli organizzatori della festa il suo pensiero circa cani, animali e loro padroni. E soprattutto il pensiero della chiesa di Trento, giudicando «non opportuna» la cerimonia di benedizione «in quanto nella tradizione ecclesiale la benedizione egli animali è legata alla festività di Sant'Antonio». Insomma, almeno in apparenza, una questione di date. Una questione di date che tuttavia ha lasciato tutti molto perplessi. L'assessora Iva Berasi che ieri pomeriggio ha portato i saluti della Provincia ai bastardini della Vallagarina ha commentato laconicamente: «Vorrà dire che il prossimo 17 gennaio porteremo tutti i bastardini del Trentino nelle chiese per farli benedire». Fuori dalla battuta, poi: «Al di là della questione delle date, mi pare che questa sia stata davvero un'occasione persa per la Chiesa. Fra l'altro in questa festa si raccoglie denaro da destinare in beneficenza per finanziare un progetto medico-sanitario in Tanzania. Davvero non capisco». Anche Corrado Rizzi, veterinario e insieme a Stefania Avici e Maria Rosa Bertolini patron della manifestazione che per il secondo anno consecutivo ha portato a Mori centinaia di piccoli amici dell'uomo, era dispiaciuto: «La sottolineatura della non opportunità di impartire la benedizione, che fra l'altro lo scorso anno ci era stata concessa senza alcun problema, mi ha fatto male. Non l'ho capita. Ci pare di essere stati trattati davvero senza rispetto». Benedizione o no, comunque la festa ieri è andata avanti per tutta la giornata fra esibizioni di agility , dimostrazioni delle unità cinofile della guardia di finanza e del centro cinofilo della Croce rossa. Loro, i protagonisti a quattro zampe, suddivisi per categorie hanno sfilato dentro il ring del parco dell'ex macello esibendosi in prove di bellezza e di simpatia. Fra tutti il giudice ha scelto come migliore assoluto, il «Best in show», Zeus il fantastico meticcio di Anna Mariotti seguito da Dakota di Thomas Gobetti e Aramis di Fabrizio Vicentini. Nella categoria dei «grandi» ha vinto il giovane Elah, guidato da Mauro Moschini di Brentonico; uno stupendo incrocio fra un pastore tedesco e un australiano con una fantastica mascherina nera a vestirgli mezzo muso. Primo classificato della taglia piccola, Birba guidata da Donatella Gubert. Mentre Milo, il fedele amico di Carla Sandrinelli, è stato giudicato il migliore fra i cani di taglia media. Il più simpatico di tutti, invece, giudicato così da una speciale giuria di bambini stata la stupenda Asia, l'amica inseparabile di Cristina Tasin.

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gennaio 2008: con parte del piccolo ricavato del mercatino ‘Natale 2007’ abbiamo deciso di versare 80,00 euro all’associazione Lamento Rumeno (www.lamentorumeno.org) per aiutare Laura Pontini a salvare le povere creature rumene.

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L’anno 2007 ci ha visti impegnati nell’ospitare e dare in adozione i cani abbandonati e randagi del sud Italia e isole. Le offerte raccolte sono servite a pagare trasportini e viaggi per il loro recupero.

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estate 2006: abbiamo deciso di aiutare con un versamento di euro 200,00 l’associazione LIDA (www.lida.it) che si occupa dei cani e gatti randagi della Sardegna.

gennaio 2006:
Abbiamo aiutato:
- l’associazione empedoclina – Sicilia (euro 200,00) che raccoglie e sterilizza cani randagi.
- l’associazione Save the dogs per i cani della Romania; SOSanimali ha deciso di aiutare finanziariamente il loro progetto versando 400,00
euro (parte dei fondi raccolti durante i nostri mercatini) e accogliere due cani rumeni a trento allo scopo di trovare loro una felice adozione. Per saperne di più visitate il sito www.canibucarest.it. se invece siete interessati a salvare o adottare un cane proveniente da quel paese potete mettervi in contatto con noi, al più presto usciranno le loro foto all’interno della sezione ‘cercano casa’.
Di seguito la corrispondenza intercorsa con loro.

- Trento, 01 febbraio 2006
Buongiorno,
siamo venuti a conoscenza del vostro lodevole impegno in romania, abbiamo oggi stesso provveduto a versare sul vostro conto corrente bancario un'offerta di 400,00 euro; noi siamo alcuni volontari del comitato difesa animali 'sosanimali' di trento, abbiamo fatto alcuni banchetti durante il periodo natalizio per raccogliere fondi da destinare a persone o associazioni che si occupano di animali in grave difficoltà; questo vuole essere un piccolo aiuto iniziale per il vostro duro e coraggioso lavoro svolto in quel paese. Come potrete leggere all'interno del nostro sito internet, noi non gestiamo alcun canile o rifugio, ma cerchiamo di trovare una nuova adozione per cani rifiutati dai loro padroni o cani che si trovano in altri canili d'italia e d'europa da 'piazzare' urgentemente. ci rendiamo quindi disponibili ad accogliere uno o due cani (di taglia piccola, che potrebbero essere molda e shake) provenienti dalla romania per trovare loro successivamente una nuova e sicura adozione, vi auguriamo buon lavoro e tanta fortuna, a presto
SOSanimali

- 02.02.06 Risposta di Save the dogs:
carissimi amici,
non abbiamo parole per ringraziarvi.
Abbiamo stampato la vostra mail e vi teniamo in evidenza tra coloro che sono disponibili ad accogliere dei cagnolini.
Vi prego di farmi sapere se avreste modo di venirci incontro a Milano, (ad esempio aVerona, come eventuale punto di incontro), perche' non abbiamo la possibilita' di raggiungervi.
Vi faremo sapere quando potrebbero arrivare due cagnolini di taglia piccola per voi. Datemi un'idea inoltre dei kg massimi che desiderate abbiano i cani9 (5? 7-8?. Molda e' stata adottata, mentre Shake non ancora ma sembra che ci sia una famiglia olandese interessata. Abbiamo pero' tanti altri cnai di questa taglia, sui 6-7 kg, socievoli e sani.
Grazie infinite.
Sara Turetta

- Trento, 02.02.2006
ciao sara,
possiamo tranquillamente venire fino a verona; i cani che possiamo
accogliere dovrebbero essere della taglia circa di molda o shake, quindi penso tra i 4 e gli 8 kili (indicativamente). se riuscite magari ad avere qualche foto dei cani che arriveranno in italia potremmo già inserirle sul nostro sito internet cercando fin d'ora una possibile adozione.
buon lavoro e buona fortuna,
a presto
SOSanimali


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Lunedì 24 gennaio 2005: Pubblichiamo di seguito la lettera scritta da SOSanimali in relazione all’attuale gestione del canile di Trento. Chi avesse segnalazioni da fare può inviarci un’email.

‘Gentili Signori,
vogliamo richiamare alla vostra attenzione la situazione "affidi" del canile di Trento - attualmente gestito dalla Lega del Cane, sezione di Trento - a seguito di diverse segnalazioni pervenute nei mesi scorsi al nostro Comitato. Queste, hanno tutte un comune denominatore, la difficoltà di ottenere un cane in affido, difficoltà dovute, nella maggior parte dei casi, all’obbligo richiesto da parte del gestore - nella figura della signora Angela Taverna - di incontrare il cane del canile, prima dell’adozione definitiva, un numero di volte ben superiore a quello normalmente richiesto in altre strutture simili.
Sorgono spontanei alcuni dubbi: pur condividendo l’idea che un cane debba essere affidato alla persona giusta, sia nel rispetto delle sue caratteristiche che in quello delle esigenze del futuro proprietario, crediamo però che chiedere un numero eccessivo di incontri al canile possa essere utile solamente in casi limite, altrimenti si scoraggiano le adozioni. Prova ne è che negli ultimi mesi i cani ospitati presso la struttura di Trento non sono diminuiti. La signora Prettner, presidente della locale sezione della Lega del Cane, nel presentare la gestione del canile ha posto l’accento sul fatto che esso avrebbe dovuto essere solamente una struttura di transito; ma se si continuerà ad ostacolare le adozioni, se pur con le migliori intenzioni, esso diventerà per i poveri ospiti un ricovero permanente.
Noi sappiamo bene che questa procedura, così dilazionata nel tempo, non possa essere garanzia di un affidamento sicuro; e allora ci chiediamo:non sarebbe più proficuo dedicare metà di questo tempo a controllare successivamente i cani affidati in modo da verificare, in maniera concreta, la qualità del rapporto creatosi tra il cane ed il nuovo proprietario?’ Cosi facendo il canile forse farà un po’ meno mostra di sé e gli ospiti diminuiranno di numero.
Molti del gruppo SOSanimali hanno fatto esperienza di volontariato nei canili e hanno adottato, o dato in adozione, cani, senza necessariamente dovere trascorrere lunghi periodi nella struttura, cercando invece di costruire un rapporto che necessita di mesi e mesi di convivenza. Come abbiamo rilevato dalle segnalazioni a noi giunte, questo modo di operare sopra descritto porta le persone a rivolgersi ad altre strutture o addirittura, peggio ancora, agli allevamenti. Nel comprendere lo spirito che probabilmente anima questa modalità di intervento in merito alle adozioni possiamo tuttavia affermare, anche supportate da una nostra recente indagine effettuata in un campione di canili dell’Italia settentrionale, che operando in maniera diversa il numero delle adozioni aumenterebbe. A questo punto non si tratta, si badi bene, di affidare il cane al primo venuto senza cercare di valutarne l’"idoneità", pur di far crescere il numero delle adozioni, ma nemmeno di applicare i manuali di etologia canina in una realtà, come quella di Trento, dove:
- la gente non va molto volentieri perché l’ambiente è triste e degradato
- non esistono spazi confortevoli per "fare due chiacchiere" sul rapporto uomo-cane
- non esiste uno spazio adeguato dove cane e futuro padrone possano incontrarsi senza lo stress di 99 cani che abbaiano all’unisono
- la persona che si occupa di adozioni è presente un solo giorno a settimana.
Per far meglio comprendere le difficoltà che derivano da questa situazione, illustriamo il caso di Mauro, proprietario di un cane, che si è presentato al canile di Trento per adottarne un altro. Gli è stato detto che avrebbe dovuto recarsi al canile con il proprio cane in presenza della signora Taverna per almeno 5-6 volte, che equivalgono a circa un mese e mezzo di attesa. Ci ha telefonato molto dispiaciuto facendoci presente che lui, in questo momento, è sprovvisto di macchina, che lavora tutto il giorno dal lunedì al sabato, e che, a malincuore, sarà probabilmente costretto a ritardare di mesi, o addirittura a rinunciare, all’ipotetica adozione. E’ giusto? Noi crediamo di no. Oppure la storia di Walter che, presentatosi al canile per adottare un cane per l’anziana madre residente in Val di Non (alla quale recentemente era morto il cagnolino) non ha potuto portare a buon fine l’adozione perché la presenza dell’anziana donna era per la signora Taverna indispensabile.
Queste sono solo due delle numerose testimonianze raccolte.
Nel canile ideale, dove al ricovero degli animali si aggiungono viali alberati, giardini fioriti, sale conferenze, ambulatorio veterinario, bar, campo di agility, campo di addestramento e tante altre belle e utili cose, la procedura ora seguita al canile di Trento probabilmente potrebbe funzionare se unita ad un attento controllo post-adozione, ma questo canile purtroppo rimane ancora un sogno. Infatti il canile di Trento ultimamente è sovraffollato e ciò fa sì che cani di privati in lista d’attesa per entrare in canile, debbano aspettare molto più a lungo con conseguenze a volte anche tragiche per l’animale. Cosa accadrà quest’estate?!
Questa nostra lettera vuole richiamare l’attenzione su un problema che a noi pare di vitale importanza per un canile, nella speranza che un’attenta riflessione sui dati relativi al numero di adozioni dell’ultimo periodo possa indurre chi di competenza a verificare i risultati di tale gestione’.

La lettera è stata spedita a:
Sindaco di Trento - dott. Alberto Pacher
Presidente Lega del Cane Trento - Sig.ra Almut Prettner
dott.ssa Tiziana Friz - Servizio Ambiente Comune di Trento
Presidente Lega del Cane Sezione Nazionale - dott.ssa Laura Rossi
Assessore Provinciale, sig.ra Iva Berasi
Giornale L’Adige, Il Trentino, Il Corriere del Trentino

Martedì 25 gennaio 2005.

Giornale L’Adige, Trento (pag.23)
"Il canile municipale ostacola gli affidi" Sos animali, attacco
alla Lega del cane
La denuncia: "Troppi incontri per una adozione". Almut Prettner: "Falso. Comunque non mandiamo le bestie allo sbando"

"Il canile di Trento, gestito dalla Lega del cane, rende difficili le adozioni di animali, pretendendo anche 5-6 incontri tra persona adottante e cane scelto, presso la struttura. In questo modo scoraggia le adozioni tanto che negli ultimi mesi il numero di cani ospitati non è diminuito". La denuncia è di "Sos animali, Comitato difesa animali di Trento". "È falso, non chiediamo 5-6 incontri ma 2-3. E in tutti i casi miriamo a fare in modo che gli animali, come succedeva in passato, non ritornino poi al canile. E vogliamo anche che non finiscano alla catena in qualche cantiere" risponde Almut Prettner presidente della Lega del cane.
Animalisti contro? La lettera di "Sos animali" è stata spedita al sindaco di Trento, al Servizio ambiente del Comune e anche al presidente nazionale della Lega del cane. "La situazione affidi al canile di Trento - dice - dimostra la difficoltà di ottenere un cane, difficoltà dovute all´obbligo richiesto da parte del gestore, nella figura della signora Angela Taverna - di incontrare il cane, prima dell´adozione, un numero di volte ben superiore a quello normalmente richiesto in altre strutture simili". Ma così si scoraggiano le adozioni, dicono i firmatari. "Non sarebbe più proficuo dedicare metà del tempo a controllare successivamente i cani affidati in modo da verificare la qualità del rapporto creatosi tra il cane e il nuovo proprietario?". E la stilettata: "Così facendo il canile forse farà un po´ meno mostra di sé e gli ospiti diminuiranno di numero. Questo modo di operare porta le persone a rivolgersi ad altre strutture o, peggio ancora, agli allevamenti".
"Sos animali" porta quindi i casi di due persone. Mauro a cui al canile è stato detto che avrebbe dovuto recarsi alla struttura 5-6 volte, "che equivalgono circa a un mese e mezzo di attesa". Senza macchina, occupato dal lunedì al sabato, il signore non ha potuto aderire alla richiesta. Poi Walter "che presentatosi al canile per adottare un cane per l’anziana madre residente in val di Non Non ha potuto portare a buon fine l’adozione perché la presenza dell’anziana donna era per la signora Taverna indispensabile".
"Noi abbiamo già avuto delle discussioni in passato con questo gruppo" ribatte Almut Prettner, presidente della sezione di Trento della Lega del cane. "Mi pare triste: gente che vuole tutelare gli animali che fa la guerra ad altra gente con le stesse convinzioni". E sullo specifico, signora Prettner? "È vero, noi non diamo via subito l’animale. Cerchiamo di capire bene di che tipo di animale ha bisogno il cittadino". Sì, ma 5-6 incontri...? "Non è vero, noi proponiamo 2-3 incontri, non disponiamo nemmeno della struttura e del tempo per pretendere 5-6 incontri". Ma le adozioni latitano? "Noi siamo felici di dare in adozione gli animali. Ma non vogliamo che tornino al canile dopo qualche giorno, come talvolta succedeva in passato. O anche che l’animale finisca a persona non affidabile o magari alla catena in qualche cantiere".
"Sos animali" dice che il canile attualmente non sta dimettendo animali. "Canile pieno? - si chiede Almut Prettner - Perché ci sono state moltissime cessioni, anche in concomitanza con l’entrata in vigore della legge che prevede il microchip: molta gente ci ha lasciato il cane, dopo l’estate soprattutto. No, ora noi stiamo avvicinando i proprietari di cani presi da noi, per fare formazione. Affinché tra padrone e cane si instauri un rapporto sano. Noi cerchiamo di formare la coppia".
R. M. G.

Risposta dell’Associazione Pan-Eppaa di Rovereto (sito internet: www.protezioneanimali.tn.it, sezione ‘news’).
Apprendiamo dalla stampa locale che la situazione presso il Canile Comunale di Trento, non è certamente rosea come la dipingono. Ci asteniamo dalle polemiche, ma citare le precedente gestione come poco attenta al benessere degli animali ed al loro conseguente rientro, contestiamo dati alla mano, disponibili per chiunque, la falsità e la tendenziosità di tale affermazione. La prova del 9, di antica memoria scolastica, è espressa da questi dati: luglio 2004, consegnati al Comune di Trento, alla fine della nostra gestione di 5 anni, 64 cani presenti al canile, nonostante l'ingresso di una sessantina di cani del canile abusivo delle Ghiaie di Gardolo, comparati con gli oltre 100 presenti a tutt'oggi. Sarebbe paradossale, miracoloso, riuscire a conseguire tali risultati, se vi fossero stati tanti rientri. Inoltre, non riusciamo a capire perchè per coprire proprie negligenze, errori, o tesi fondamentalistiche, si debba tirare in ballo un'altra Associazione per addossare colpe o mancanze, associazione che ha dimostrato con i fatti e non con le teorie di saper gestire un canile.

Mercoledì 26 gennaio 2005.

Giornale L’Adige, Trento (pag. 28)
Lega del cane: 110 animali restituiti, 61 dati in affidamento. "Canile, funzionano gli affidi"
Il canile municipale di Trento negli ultimi 6 mesi ha accolto 215 cani di cui 110 restituiti e 61 affidati ad un nuovo proprietario". Questi i dati che la Lega del cane, che gestisce la strutture, offre a "Sos animali" che aveva lanciato l´accusa "poca disponibilità all´affidamento". "Questo movimento - dice Almut Pretter - è del tutto nella norma con la differenza che i nostri cani non tornano più al canile. Frutto del lavoro di una professionista, la signora Angela Taverna, istruttore che dedica il suo tempo libero come volontaria. Dispiace che "SOS animali" non abbia voluto approfondire lo spirito nel quale operiamo. Cura e rieducazione dei cani vengono svolte da esperti e volontari qualificati che si dedicano al benessere dei cani e alla formazione della coppia uomo-animale.

Risposta inviata al giornale l’Adige da parte di SOSanimali:
Corre l’obbligo , nostro malgrado e non certo per spirito di polemica, dar seguito alle affermazioni della signora Prettner. Nel pezzo comparso oggi non viene infatti toccato uno dei nodi della vicenda che ci sta maggiormente a cuore, ossia il numero di cani attualmente ospite della struttura.
Dai dati forniti dalla Signora Prettner, risulta infatti che attualmente essa ospiti oltre 100 cani, a fronte dei 64 presenti ad agosto, al termine della tanto criticata vecchia gestione (durata 5 anni). Ciò che ci permettiamo di ribadire è che la modifica delle procedure di affido del cane – come da noi più volte auspicato - permetterebbe un veloce transito dello stesso presso la struttura – con auspicabile gioia da parte di tutti – oltre ad un affido stabile e definitivo. Siamo peraltro consci che solo sul medio-lungo periodo siano possibili statistiche in merito al rientro dei cani e che un’affermazione assolutistica non sia affatto ragionevole dopo solo 5 mesi di gestione! Dopo nostri approfondimenti siamo infatti venuti a conoscenza che - a differenza delle affermazioni della signora Prettner e nonostante l’opera della signora Taverna - alcuni cani siano comunque ritornati in canile.
Sottolineando l’esperienza e l’autentico interesse che muove SOSanimali, la continua opera di formazione e informazione dei volontari, ringraziamo per lo spazio concessoci e salutiamo cordialmente.

Giovedì 27.01.2004

Giornale l’Adige (pag. 28). Dopo le polemiche ieri la decisione del consiglio comune. Spesa massima 90 mila euro. Sarà triennale l´appalto del canile
Dopo le polemiche dei giorni scorsi di cui ha riferito il nostro giornale, anche il consiglio comunale di Trento si è occupato del canile municipale. Ieri sera infatti è stata decisa l´indizione della gara per la futura gestione della struttura. L´appalto attuale, affidato alla Lega del cane, scade infatti la prossima estate. "Il canile - ha spiegato nella sua introduzione - l´assessore e vicesindaco Alessandro Andreatta - si dovrà configurare sempre più come un centro di servizi per gli animali"._Andreatta ha poi ribadito che prossimamente, di sicuro dopo le elezioni comunali, si dovrà tornare a discutere della futura sede della struttura. Maso_Sembenotti infatti sarà demolito nell´ambito dei lavori per il nuovo svincolo della tangenziale. Nella delibera approvata ieri sera si spiega che l´associazione protezionistica che vincerà la gara gestirà la struttura fino al 2008 e dovrà, sulla scorta di un progetto gestionale, prendere in consegna i cani, custodirli e mantenerli, procedere alle ammissioni, agli affidi e alle restituzioni e promuovere attività educative. La spesa annua massima prevista è di 90 mila euro.

Giornale l’Adige (lettere) Canile, la replica di noi volontari/1
Noi volontari, del canile non ne parliamo (a vanvera) noi il canile lo viviamo! Il nostro unico desiderio è che tutti i cani presenti nella struttura, possano proseguire il resto della loro vita nel migliore dei modi... Penso che le persone che hanno scritto al vostro giornale avrebbero dovuto prima informarsi per bene! O almeno usare un po´ di logica. Se il numero dei cani in canile aumenta non è perché noi "ostacoliamo" le adozioni, ma semplicemente perché ogni giorno qualcuno abbandona il proprio cane o fa richiesta di cederlo! La realtà per noi volontari è che ogni volta che vediamo qualcuno realmente interessato ad un cane, siamo entusiasti ed abbiamo nel cuore la speranza che tutto vada bene, che il cane possa trovare l´affetto di persone che vogliano veramente prendersi cura di lui. Noi mettiamo da parte la nostra vita privata per dedicare tutto il tempo possibile a loro. Loro che conosciamo per nome uno ad uno...ci svegliamo alle 7 della domenica mattina per andare ad accudirli, noi che siamo stati in canile anche il giorno di natale ed il primo dell´ anno...e poi ci sentiamo dire che ostacoliamo le adozioni? Dicono che sarebbe più proficuo controllare i cani dopo che essi sono stati adottati...perché evidentemente secondo loro se verificassimo che un cane dopo essere stato adottato è tenuto alla catena, potremmo prenderlo e riportarcelo in canile così facilmente? Credono che i nuovi proprietari non si opporrebbero? Scrivono facilmente anche nome e cognome di una persona che, pur essendo qualificata e diplomata, non si fa pagare per seguire le adozioni dei cani, ma poi per i loro testimoni usano solo il nome, che potrebbe essere inventato!!! Se trovano il coraggio, che vengano loro a far adottare un cane ad un individuo che afferma che lo terrà per il resto della sua vita alla catena, o ad una persona che ti dice che i nostri cani sono troppo vecchi e bisognerebbe ucciderli tutti, o ancora a quelli che ti chiedono se i cani si possono ordinare!!!!!! Che lo facciano loro...io proprio non me la sento!
Roberta Perini - volontaria del canile di Trento

Lettera firmata inviata ad SOSanimali e al Giornale L’Adige
In riferimento alle polemiche scaturite in questi giorni, posso affermare che io personalmente ho raccolto parecchie testimonianze di persone che non hanno potuto adottare un cane al canile di Trento; vorrei precisare che queste persone non sono delinquenti, persone incapaci o non idonee ad adottare un cane. Tanto è vero che parecchie di loro hanno avuto cani in precedenza, cani adottati in un canile o ‘raccolti’ per strada e di certo non tenuti legati ad una catena! Sono persone che però, aihmè, lavorano e non possono, spesso, recarsi al canile tutte le volte richieste e questo non significa non desiderare il cane, ma semplicemente avere delle difficoltà.
Inoltre posso affermare che i volontari di SOSanimali sono persone che da anni (precisamente 20 anni!) e non pochi mesi (come l’attuale gestione), dedicano il loro tempo libero, le loro vacanze e le festività ai cani. Vorrei ricordare alla signorina Perini (volontaria del canile), che il problema dei cani e di altri animali abbandonati esiste da anni, che il canile di Trento esiste dal 1992 e che i volontari di SOSanimali hanno seguito fin dall’inizio la ‘nascita’ della struttura e non solo, hanno fatto sì che tale struttura sostituisse il vecchio macello dove purtroppo i cani (di qualsiasi età) venivano soppressi. Lei signorina Perini e tutto lo ‘staff’ dell’attuale canile dove eravate?
Si può capire quindi il loro rammarico nel vedere distrutti anni e anni di duro ‘lavoro’ soprattutto quando vi sono persone che decidono senza prove certe, senza professionalità, senza preparazione alcuna, di non cedere un cane, impedendogli di trovare presto una nuova casa. Forse sono convinte che il cane, con loro, al canile, segregato in una fredda cella, viva meglio che in famiglia….? Con questo dimostrano solo egoismo, ipocrisia e tanta inesperienza.

Sabato 29.01.2004

Giornale l’Adige (lettere) Canile, la replica di noi volontari/2
Sofferenza, dolore, senso di sconfitta, di rinuncia, ma
anche gioia, gratificazione, soddisfazione. Tutto questo è ciò che quotidianamente vive chi decide di dedicare la propria anima e il proprio spirito al canile. Solo chi ne entra a far parte può comprendere quanta ignoranza ed irresponsabilità si celi dietro a molti individui. Se dovessimo dare ragione ad ognuno in questo mondo saremmo tutti professori da premio Nobel. Siamo una strana specie noi umani. ne sappiamo sempre più degli altri, facciamo sempre meglio degli altri. Appena c’è una novità siamo pronti a criticarla e distruggerla. Siamo troppo presi a fare a gara per vedere chi fa meglio. Come se fosse un gioco a premi: potremmo chiamarlo "Chi vuol essere adottato?". Mi chiedo dove sia finita la splendida singolarità e individualità di ogni creatura. È così che io vedo il canile: singolarità ed individualità. Non è uno di quegli squallidi acquari in cui il cliente sceglie quale sarà la sua aragosta per cena. Terribile! Il mio pensiero è: "Serietà e professionalità. Chi ha sofferto in passato ha il diritto di rinascere nelle mani di chi saprà amarlo e rispettarlo. Basta con i finti animalismi. Collaborazione".
Daniele Roncucci (volontario al canile da tre anni)

Domenica 30.01.2004

Giornale l’Adige (lettere) Canile/3: concreti, per aiutarli davvero
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Abbiamo iniziato ad occuparci di adozioni di cani, caro Daniele, circa venti anni fa quando avevamo poco tempo per trovare un nuovo proprietario: dopo tre giorni il cane accalappiato e custodito nelle gabbie di via Maccani, veniva soppresso. Questo diceva la legge. A volte arrivavamo troppo tardi.
In seguito abbiamo aperto con l´ENPA un canile a Bosentino. Siamo così riuscite a far uscire dalle gabbie del macello tanti cani che hanno avuto una seconda possibilità. Il canile poi è stato chiuso, eravamo rimaste in due, impossibile andare avanti.
Siamo tornate da "volontarie" al macello di via Maccani. Grazie ad i veterinari della Azienda Sanitaria abbiamo avuto il permesso di accudire questi cani e continuare a cercare loro una collocazione, ma il tempo era sempre poco.
Finalmente nel 1991 uscì la nuova legge sugli animali d’affezione: i cani non dovevano più essere soppressi e i Comuni dovevano costruire i canili. Con l´aiuto del sig. D´Ingiullo, vice presidente della Pan EPPAA siamo riuscite a fare aprire a Trento il canile di Maso Sembenotti: una conquista!
Non siamo delle sprovvedute: esperienza di canili, di adozioni e di gente "ignorante e irresponsabile" ne abbiamo parecchia. Abbiamo anche cercato il confronto con voi, abbiamo cercato di spiegare il nostro punto di vista, di capire, ma quando ti viene risposto "non accetto consigli da nessuno" crediamo che la collaborazione sia finita.
Cerchiamo di essere meno idealisti e più concreti. Per salvaguardare la "splendida singolarità e individualità di ogni creatura" forse sarebbe meglio prendere la macchina e controllare a che punto è il consolidamento della " coppia uomo-animale", magari nel frattempo, dopo i vari incontri al canile, ai proprietari è nato un bimbo ed il cane è finito fuori di casa, nuovamente abbandonato. E questo è solo un esempio.
Valeria Azzolini, Daniela Gasperi

Risposta dell’Associazione Pan-Eppaa di Rovereto (sito internet: www.protezioneanimali.tn.it, sezione ‘news’).
L'universo protezionistico è bello, anche perché presenta molte sfaccettature, quindi, non a caso le associazioni, nascono (poi muoiono anche), giornalmente. Quello che è intollerabile sotto ogni aspetto è che si cerchino di difendere posizioni contrarie al comune buon senso. Prese di posizione di singoli volontari (?) pro o contro, rischiano di lasciare, in fondo, il tempo che trovano. Le medaglie sul petto, lasciamo che siano, come sempre, i generali ad appuntarle, non mettiamocele da sole e non sbandieriamole, si rischia di fare anche brutta figura, sicuramente si troverà qualcuno con maggiori medaglie o campagne di guerra effettuate. Quelli che contano sono i dati reali di gestione, dati da confrontare serenamente e coraggiosamente. Un canile privato, gestito con fondi privati può essere sicuramente amministrato secondo l'etica, le convinzioni, le sollecitazioni esterne, che si vogliono, riempiendo la propria struttura fino a quanto si vuole. Quando si gestisce per conto terzi un canile pubblico è invece necessario adottare criteri " di buona amministrazione e di buon senso", non è giusto portare la struttura vicinissimo al collasso perchè l'ospite cane, è considerato di proprietà assoluta ed esclusiva del gestore. E' sempre stata nostra politica rispettare i vari modi di intendere il protezionismo, ma soprattutto la legge è non sovraccaricare una struttura pubblica con una gestione "molto personalistica" che a nostro parere non risolve affatto il problema dei cosiddetti rientri post adozione stando alla vox populi che a tal riguardo gira sul canile di Trento. Spero che prima o poi prendano pubblica posizione i veri responsabili del canile: l'Amministrazione comunale di Trento e il Servizio veterinario dell'Azienda sanitaria i quali solitamente stanno alla finestra sentenziando: "ecco i soliti baruffanti"! Analizziamoli questi dati! LA COSIDDETTA SBANDIERATA TRASPARENZA DOV'E' ANDATA A FINIRE? DOVE SONO I PUBBLICI AMMISTRATORI CHE A VARIE ONDATE HANNO RACCOLTO, IN PASSATO, VOCI E LAMENTELE FACENDOLE SEGUIRE DA CONTINUE ISPEZIONI AL CANILE! I santi in paradiso, contano ancora!!!!!!!

email inviata ad SOSanimali.
Nemmeno fossi un veggente, dal sito della Pan Eppaa ho parlato proprio oggi di conferimento di medaglie o di onorificenze, ma pur considerandole effimere, quando non addirittura false, sento la necessità di riconoscere che alcune componenti di S.O.S. Animali, da molti lustri si occupano del benessere dei nostri amici animali.
Negli anni, divergenze di vedute, quando non addirittura forti polemiche e dissidi hanno diversificato le nostre strade "protezionistiche", che per molto tempo abbiamo percorso assieme, ma senza tuttavia disconoscere i reciproci meriti, ma anche addossandoci colpe di qualche demerito (chi è senza demerito scagli la prima pietra).
Ricordo a tutti lo svolgimento dell'ultima assemblea della mia associazione per evitare eventuale accuse di alleanze particolari.
A questi pochi, pochissimi veri e sinceri animalisti, che tuttavia da oltre vent'anni a questa parte "calcano le scene" e che possono contarsi, purtroppo e calcolando in eccesso, sulle dita delle due mani, tralasciando di ricordare i loro meriti raccolti sul campo, si deve ad essi ed a noi riconoscere una dote ben poco comune: essere riusciti a sopportare negli anni tanti saccenti, teorici, da salotto o da "ufficio", che parlano di filosofia dell'amore per gli animali e che durano il tempo delle notti di San Lorenzo, meteore che passano! (purtroppo causando anche qualche danno).
Continuiamo e continuate nel nostro lavoro, tra breve saranno passati ad altri interessi, a più alte responsabilità, ma aspettate prima di esultare, la madre di questi elementi è sempre gravida, ne incontreremo ancora molti sulla nostra strada, augurandoci : lunga vita!
Claudio D'Ingiullo