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PUBBLICITA’
PROGRESSO: noi la pensiamo così!
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 NO
ALLA VIVISEZIONE!!!! A
nostra insaputa tutti noi, involontariamente, finanziamo la
vivisezione. Una scelta consapevole dei prodotti che acquistiamo
aiuta sicuramente a combattere questa innutile barbarie che
chiamiamo sperimentazione scientifica. Sul sito
http://lidafirenze.wordpress.com/liste-prodotti-testati-e-non/ trovate
un elenco dei prodotti da evitare perché direttamente o
indirettamente finanziano la vivisezione.
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e
a Pasqua…
!!!!!!!!!!!
  da
agireora.org: Iniziativa
"Buona Pasqua!" Riproponiamo anche quest'anno questa
iniziativa, che lo scorso anno ha ottenuto un buon successo, sono
state davvero tante le persone che hanno partecipato! La data
scelta per l'iniziativa è quella del finesettimana 21-22
marzo 2009. Si tratta in
breve di informare le persone sul massacro
degli agnelli che ha luogo
ogni anno in occasione della Pasqua, e invitare a NON essere
complici di queste atroci sofferenze e morte. L'iniziativa
non serve ovviamente solo a dire "non mangiate gli agnelli",
ma serve a dire "non
mangiate nessun animale"!
Si prende spunto dal massacro degli agnelli, che sono animali che
sempre ispirano tenerezza, per far capire che tutti
gli animali sono uguali, e
nessuno va mangiato! Occorre raccontare alle persone che a un
mese di vita gli agnellini vengono strappati
alle madri, costretti a lunghi viaggi terribili
ed estenuanti su TIR strapieni, per arrivare
a un macello insanguinato in cui gli animali terrorizzati vengono
immobilizzati, storditi, appesi a un gancio per una zampa, e
lasciati dissanguare,
per poi essere fatti a pezzi e finire sulle tavole pasquali.
Diciamolo a tutti, tutti
assieme, in tante città
di tutta Italia, nel fine settimana del 21-22 marzo (Pasqua è
il 13 aprile, così le persone avranno il tempo necessario
per riflettere sull'argomento), con un volantino-cartolina che
l'anno scorso ha funzionato bene!
 Tutti
possono partecipare: se siete
un gruppo potete fare un sit-in o tavolo informativo, se siete in
2 o 3 potete fare un volantinaggio semplice, se siete da soli
potete distribuire le cartoline in buca delle lettere. Non serve
molto tempo, basta decidere di partecipare e farlo! Leggi
come partecipare alla pagina:
http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=692
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stampa
il volantino e diffondilo…solo con l’informazione si
possono cambiare le cose. Inoltre
firma la petizione per richiedere
Una petizione per far si che la sterilizzazione diventi
obbligatoria:
http://www.petizioni.info/modules.php?name=News&file=article&sid=62
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 CONOSCI
LE TUE UOVA?? Oggi
il 90% delle uova in Italia è ottenuto
da galline IMPRIGIONATE
A "VITA" negli
allevamenti in batteria, in gabbie di metallo, così
PICCOLE DA NON RIUSCIRE NEANCHE A MUOVERE LE ALI, che dovrebbero
essere eliminate o notevolmente ampliate e modificate a
partire dal 2012, secondo quanto stabilito da una normativa
dell'Unione Europea. Un
codice alfa numerico identifica ogni uovo: il primo numero
indica la tipologia di allevamento 0
= biologico (1
gallina per 10 metri quadrati su terreno all'aperto, con
vegetazione) 1
= all'aperto (1
gallina per 2,5 metri quadrati su terreno all'aperto, con
vegetazione) 2
= a terra (7
galline per 1 metro quadrato su terreno COPERTO di PAGLIA
O SABBIA) -
CAPANNONI PRIVI DI FINESTRE!- 3
= IN GABBIA (25
GALLINE PER 1 METRO QUADRATO IN POSATOI CHE OFFRONO 15 CM. PER
GALLINA) -UNA
SCATOLA DI SCARPE PER TUTTA LA "VITA"!- Le
seconde due lettere indicano il paese di provenienza o codice
dello stato ("IT" = Italia). Le
tre cifre successive indicano il codice ISTAT del comune dove è
ubicato l'allevamento e le due lettere vicine la provincia di
produzione. Un numero progressivo di tre cifre consente di
identificare in modo univoco l'allevamento di provenienza in cui
la gallina ha deposto l'uovo. Può
essere, inoltre, aggiunta una lettera (A...Z) in coda al numero
distintivo per l'identificazione dei singoli branchi di galline
ovaiole o dei diversi locali dell'allevamento nei quali esse
"soggiornano". Alcune
ricerche hanno evidenziato un maggiore contenuto di acido folico
e di vitamina B2 nelle uova provenienti da galline allevate
all'aperto, rispetto a quelle ottenute in allevamenti
intensivi. NON
ACQUISTATE UOVA CODICE 2 E 3 !!!!!!!
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La
“vita” di una mucca da latte
©
LAV Onlus gennaio 2007 - www.lav.it Nel
mondo ci sono circa 225 milioni di mucche da latte, che producono
circa 500 milioni di tonnellate di latte l’anno. Solo in
Italia nel 2005 oltre un milione e 800 mila mucche hanno prodotto
10,5 milioni di tonnellate di latte (fonte:
elaborazione Ismea su dati Fao e Eurostat). Per
la produzione di tali quantità di latte una mucca,
allevata secondo i criteri dell’allevamento intensivo
sviluppatosi nei recenti decenni, è normalmente costretta
a partorire un vitello l’anno. Ciò comporta per
questi animali una coincidenza tra allattamento e gravidanza
durante la maggior parte dell’anno. Le mucche da latte,
infatti, allattano e sono incinte contemporaneamente per circa
sette mesi. La lattazione si interrompe solo due mesi prima della
nascita del vitello, ma dopo tre mesi dalla nascita del piccolo
la mucca è nuovamente incinta, attraverso l’inseminazione
artificiale, e così il ciclo gravidanza-allattamento
ricomincia. Questo sovrasfruttamento fa sì che spesso
le mucche abbiano circa 2-4 vitelli prima di cominciare ad
accusare problemi di salute cronici, o sterilità,
diventando “mucche da riforma” ed essere mandate al
macello. I cuccioli sono allontanati dalla madre dopo 1-3
giorni dalla nascita, ma continuano a cercarla per molto tempo
dopo la separazione. Le femmine rientrano nel ciclo produttivo
del latte, mentre i vitelli maschi sono nella maggior parte dei
casi inviati alle aziende per “ingrassarli”, seppure
sottoposti a una dieta povera di ferro affinché
“producano” la carne bianca di vitello. Non è
infrequente che i piccoli allevatori li uccidano alla nascita
perché “inutili”: un caso emblematico è
rappresentato dai vitelli maschi delle bufale, la cui carne è
ritenuta di scarso interesse economico, che vengono spesso
lasciati morire di fame. Le
mucche da latte sono spinte a produzioni sempre maggiori, per
mezzo della selezione genetica delle specie, con diete specifiche
e attraverso l’uso di macchine mungitrici. Le mucche
sono comunemente fecondate mediante inseminazione artificiale;
frequente anche il trasferimento embrionale, pratica estremamente
dolorosa tanto da richiedere l’anestesia epidurale per
legge. Il trasferimento embrionale è usato per
moltiplicare rapidamente la quantità di mucche di “alta
qualità”, cioè più produttive. Anni
di selezioni genetiche, quindi, hanno fatto sì che le
mucche da latte attualmente producano circa dieci volte la
quantità di latte necessaria per nutrire i propri vitelli,
tra i 30 e i 50 litri di latte al giorno. A causa dell’alta
produzione di latte cui sono costrette, le mucche sono in un
continuo stato di “fame metabolica”, affinché
il loro corpo provveda alle energie necessarie a tutte le loro
funzioni. Inoltre, le mammelle sono così pesanti che il
peso incide considerevolmente sulle zampe posteriori,
danneggiandole gravemente. Sono molto frequenti i casi di
zoppie riscontrati nelle mucche da latte. Oltre al peso, un
fattore determinante è rappresentato dal fatto che durante
l’inverno sono spesso alloggiate in poste, nella maggior
parte dei casi troppo strette per consentire loro un adeguato
spazio, così spesso le zampe posteriori degli animali
restano per ore nel canale di scorrimento dei reflui, subito
dietro le poste. Altro fattore è costituito
dall’insufficienza della lettiera sulla quale le mucche si
sdraiano, e quindi a contatto diretto con il pavimento che causa
loro abrasioni e infiammazioni delle articolazioni. Altra
patologia frequente delle mucche da latte è l’insorgenza
di mastiti: dolorosa infezione batterica delle mammelle le cui
cause principali sono costituite dalle macchine per la mungitura
automatica e dalle scarse condizioni igieniche degli allevamenti.
Si ritiene che ogni anno siano utilizzate milioni di dosi di
antibiotici (spesso penicellina) per curare questa patologia, con
enormi costi finanziari. Ma il costo in dolore e sofferenza
dell’animale non è quantificabile: tutte queste
patologie contribuiscono in maniera determinante a privarli quasi
totalmente di energie, tanto da non riuscire materialmente a
rimanere in piedi, diventando quelle che comunemente vengono
definite “mucche a terra”. Uso
consentito citando la fonte LAV Onlus 2007- www.lav.it
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 Solo
un mostro può indossare una pelliccia Piccoli
animali,
intrappolati in gabbia
a
impazzire
per
la prigionia. Uccisi
spezzando
loro il collo, con una scarica elettrica, o scuoiati
vivi o
a bastonate. O animali catturati in natura con le trappole,
e lasciati agonizzare per giorni. Solo
un mostro può indossare una pelliccia. Anche
il collo
di pelo di
giubbini e cappotti è “pelliccia”, pezzi di
animali, uguali al vostro cane
o
al vostro gatto,
crudelmente uccisi
per
sfizio. Non
siate dei mostri. Siate umani. Non
comprate mai più pellicce o capi con collo, polsini o
altri inserti in pelliccia. Campagna
informativa a cura di AgireOra - www.agireora.org
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NO
al circo….
NO alla vivisezione…
NO
agli allevamenti intensivi dei polli
 NO
ai sussidi agli allevatori
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NO ALL’ABBANDONO
DEGLI ANIMALI…..

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QUANDO
TI RAPISCONO UN FIGLIO….. siamo tutti uguali!!! Non
mangio più carne da anni, in seguito ad un trauma subito
assistendo al prelevamento di un vitello destinato al mattatoio.
Sua madre, sfuggita alla sorveglianza dei fattori, si
precipitò, folle di dolore, verso il camion che portava
via il suo piccolo. Quella povera madre si mise a correre, a
correre, muggendo disperatamente dietro al camion, svanendo nella
campagna. Dopo un bel po', i fattori la ritrovarono che
giaceva per terra. Era morta di arresto cardiaco, talmente aveva
corso, come qualunque madre avrebbe fatto per difendere suo
figlio. Quel giorno ho capito che le mucche amano i loro piccoli
quanto gli umani amano i loro bambini. Fu per me uno shock ed
una rivelazione fondamentale. Di quel cibo lì, non ne
voglio! Ho un blog sugli animali nel quale ho aperto una rubrica
che mira a sensibilizzare la gente alla sorte ingiusta riservata
agli animali da macello. Oggi ritengo che quelli che uccidono -
in questi luoghI abietti - sono dei criminali, dei veri
criminali... Nina http://www.casanina.fr/page1.html
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